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Ente di Formazione Accreditato MIM ai sensi della direttiva 170/16

Govardhan Italia: La Collina di Krishna in Terra Toscana

La nostra testimonianza al Festival Ecofuturo di Roma:

In occasione della nostra partecipazione al Festival Ecofuturo a Roma, ho avuto il privilegio di condividere l’esperienza viva di Govardhan Italia, il progetto agricolo e formativo del Centro Studi Bhaktivedanta, nato dall’ispirazione e dalla visione del suo fondatore Marco Ferrini (Shriman Matsya Avatar Prabhu).

Govardhan non è semplicemente una tenuta agricola. È un luogo di rinascita, di risveglio e di sintonia con il ritmo naturale della vita, dove la coltivazione della terra si fonde con la coltivazione del sé. Un centro di sperimentazione, educazione e pratica che restituisce alla natura il suo significato più profondo: un’espressione del divino da ascoltare, custodire e onorare.

Govardhan Italia é un luogo dove ritrovare la connessione perduta.

Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Swami Prabhupada ci ricorda che la natura è un tempio in cui si può servire Dio, non un magazzino da sfruttare.

Nel cuore delle colline toscane, su oltre 30 ettari di terra, Govardhan Italia è divenuto in pochi anni un laboratorio a cielo aperto di vita sostenibile. Qui, i principi dell’Ayurveda, della coltivazione naturale e della cucina vegetale e non violenta si intrecciano con un’educazione umana e spirituale, fondata sul servizio, sulla consapevolezza e su un agire in spirito comunitario.

Non è la nostalgia per un passato rurale idealizzato a muoverci, ma la consapevolezza che il futuro può germogliare solo riscoprendo quei valori universali che, per millenni, hanno nutrito civiltà fondate sull’armonia con la natura e con il divino: semplicità, sobrietà, gratitudine, cooperazione e vita spirituale.

Govardhan è la nostra risposta concreta a una crisi globale che è prima di tutto interiore. Perché se l’essere umano perde il legame sacro con la Madre Terra e con Dio, perde anche sé stesso.

Da questo nobile intento, prende forma “ADAyur”: un modello educativo e spirituale.

Il Dipartimento di Agricoltura Didattica ispirata all’Ayurveda (ADAyur) e il Dipartimento di Cucina per l’Anima nascono dalla visione di Marco Ferrini, con l’intento non solo di trasmettere tecniche di coltivazione naturale o ricette salutari, ma di educare a un approccio integrale dell’esistenza. Una visione antica quanto attuale, in cui la terra è Madre, il cibo è offerta sacra, e il servizio è espressione di gioia e devozione.

Nel nostro orto coltiviamo ortaggi, frutta, erbe aromatiche, spezie e ulivi seguendo i ritmi delle stagioni e i principi dell’agricoltura naturale ispirata all’Ayurveda. Come afferma Marco Ferrini:

“Qui abbiamo tutti gli elementi: il sole con la luce e il calore, l’aria, l’acqua, la terra con i suoi minerali, e la devozione”.

In questo spirito, ogni gesto, dal seminare al raccogliere, diventa un atto consapevole, un’offerta di sé, un ponte tra la pratica quotidiana e la dimensione spirituale dell’essere.

Nella Bhagavad-gītā (III.9), Krishna rivela ad Arjuna:

“L’attività deve essere compiuta come sacrificio a Viṣṇu, altrimenti lega il suo autore al mondo materiale. Per questa ragione, o figlio di Kuntī, compi i tuoi doveri per la soddisfazione di Viṣṇu, e resterai sempre libero dai legami della materia.”

Così anche il lavoro nei campi può diventare Yoga: un cammino di elevazione interiore attraverso il servizio e la devozione.

Śrīla Prabhupāda insegna:
“High thinking, simple living” – Pensiero elevato, vita semplice.

Qui la comunità cresce con la terra, giorno dopo giorno.

A Govardhan Italia non si viene soltanto per imparare a coltivare la terra, ma per coltivare sé stessi. Chi partecipa alle attività, che siano corsi, seminari o momenti di volontariato, sperimenta un cambiamento autentico: un rallentamento salutare, un ritorno alla dimensione essenziale e sacra dell’esistenza.

Le stagioni insegnano umiltà, pazienza e meraviglia, e aiutano a riconoscere la sapienza insita nella creazione. Una sapienza che si rivela pienamente alla luce degli insegnamenti del Maestro spirituale, guida necessaria nel cammino verso il senso più alto della vita.

Il silenzio della campagna rivela più di mille parole. I gesti semplici, come preparare il terreno, annaffiare una pianta, raccogliere un frutto, si trasformano in pratiche di consapevolezza, gratitudine e offerta, vie silenziose verso la trasformazione interiore. È nella semplicità del quotidiano che si manifesta la profondità del percorso spirituale.

Il significato di Govardhan:

Il nome Govardhan richiama la sacra collina adorata da Śrī Krishna, simbolo di protezione, amore e servizio verso ogni creatura. Ma il termine ha anche un significato più sottile e trasformativo: in sanscrito, “go” può riferirsi ai sensi (indriya), mentre “vardhan” significa crescita, sviluppo, elevazione. Govardhan è quindi un invito a elevare i propri sensi, non lasciandoli agire per il piacere materiale, ma impiegandoli consapevolmente in atti d’amore e devozione, come offerta al Signore. È un richiamo a sublimare la vita sensoriale trasformandola in un sentiero di autorealizzazione, sotto la guida illuminata del Maestro Marco Ferrini (Shriman Matsya Avatar Prabhu).

In questo spirito, Govardhan Italia vuole essere un seme. Un seme di speranza, di rigenerazione culturale e spirituale, affinché l’umanità possa tornare ad onorare la vita in tutte le sue forme, riconoscendo nella natura il riflesso vivente del divino.

Fondamentale è la sinergia tra Govardhan e Cucina per l’Anima.

Il progetto Govardhan Italia opera, infatti, in stretta sinergia con il Dipartimento di Cucina per l’Anima del Centro Studi Bhaktivedanta. Questa collaborazione rappresenta l’unione tra coltivazione consapevole e alimentazione sattvica: due aspetti complementari di un’unica visione educativa e trasformativa.

I frutti della terra coltivati con cura e devozione nei campi di Govardhan, diventano ingredienti vivi e vibranti nelle mani degli esperti di Cucina per l’Anima. Il cibo non è mai considerato solo materia, ma prāṇa, energia vitale, Questi doni vengono trasformati in piatti sani, gustosi e vitali, unendo sapientemente i profumi e i sapori della tradizione mediterranea con quelli dell’Oriente. Qui, ogni ricetta è preparata secondo i principi dell’Ayurveda e della tradizione Bhakti, con l’intento non solo di nutrire il corpo, ma anche di elevare la coscienza. Ogni piatto diventa un’offerta sacra che nutre il corpo, rasserena la mente e favorisce il risveglio dello spirito, quando preparato e consumato con amore, gratitudine e spirito di offerta.

Questa integrazione tra terra e cucina, tra coltivazione e trasformazione, educa a una relazione più profonda e spirituale con il cibo, rendendo ogni pasto un’occasione di consapevolezza e connessione con il divino.

Perché ispirarsi alla società rurale vedica?

Emblematico è l’esempio della vita rurale nella civiltà vedica, perché fondata su radici spirituali profonde e valori sociali duraturi: un modello senza tempo, ancora oggi capace di ispirare e orientare. Nella civiltà vedica, la vita rurale costituiva il cuore pulsante di un sistema armonico che univa l’essere umano, la natura e il divino. Non si trattava di un semplice modello economico, ma di una vera e propria visione del mondo, fondata sulla consapevolezza che la vera prosperità non risiede nell’accumulo materiale, ma nella capacità di vivere in armonia con ogni essere vivente (umani, animali, piante) e con le leggi spirituali e naturali che regolano l’universo.

Con Govardhan Italia intendiamo riscoprire e vivere la bellezza di valori eterni: pilastri su cui si fondava il sistema sociale vedico e che possono offrire oggi risposte concrete e profonde alle sfide del nostro tempo.

• Autonomia e sostenibilità

I villaggi vedici erano autosufficienti, basati su un’economia agricola semplice, in cui ogni famiglia contribuiva alla produzione del proprio cibo. Questo modello garantiva sicurezza alimentare, riduceva la dipendenza da sistemi esterni e coltivava uno stile di vita libero sobrio e cooperativo, lontano dalle dinamiche di sfruttamento e avidità che avrebbero poi caratterizzato l’epoca industriale.

• Connessione con il divino

La terra era considerata sacra, un dono di Dio da custodire con gratitudine. L’agricoltura era un servizio devozionale, in cui ogni attività, dalla semina al raccolto, veniva offerta a Dio come atto d’amore. Questa visione permeava ogni gesto della vita quotidiana, conferendogli un significato trascendente.

• Equilibrio tra essere umano e natura

Il sistema vedico riconosceva l’interdipendenza tra tutte le forme di vita. La coltivazione seguiva i ritmi naturali, mantenendo la fertilità del suolo e il rispetto dell’ambiente per le generazioni future. Il principio di ahimsa (non violenza) guidava la relazione con ogni creatura, favorendo una convivenza armoniosa.

• Salute e benessere

La vicinanza alla natura favoriva uno stile di vita sano e consapevole. L’alimentazione naturale, l’aria aperta, la semplicità dei ritmi quotidiani e il lavoro nei campi contribuivano al benessere del corpo e alla quiete della mente, creando le condizioni per un’autentica crescita interiore.

• Educazione e valori

La famiglia e la comunità rurale erano luoghi educativi, in cui si trasmettevano valori etici e spirituali attraverso l’esempio vissuto. Responsabilità, cooperazione, rispetto per gli altri e per l’ambiente erano parte integrante del percorso formativo della persona. L’educazione avveniva attraverso l’esperienza, non solo con le parole, ma con la coerenza delle azioni.

La vita rurale vedica, così concepita, rappresentava una base solida per lo sviluppo umano, sociale e spirituale. Recuperare quei principi, reinterpretandoli con intelligenza alla luce delle sfide contemporanee, può offrire una via d’uscita dall’alienazione esistenziale, dal degrado ambientale, dallo stress e dalla frammentazione della vita moderna.

Rappresenta ancora oggi un modello ispiratore, capace di orientare verso una società più armoniosa, consapevole e rispettosa della creazione e delle relazioni di interdipendenza tra tutti gli esseri.

In questa visione nasce Govardhan Italia: un progetto pensato per far riscoprire l’esperienza viva di un ritorno alla natura, ai suoi ritmi e silenzi, alle sue leggi visibili e invisibili, in sintonia con il ciclo sacro della vita.

Govardhan non è solo un luogo:
è un invito.

Un invito rivolto a ciascuno di noi,
a tornare a ciò che è essenziale,
e a farlo insieme.

Perché è solo quando impariamo ad ascoltare
il fruscio delle foglie,
il canto degli uccelli,
il silenzio del cielo,
che possiamo iniziare ad ascoltare davvero anche noi stessi.

E proprio in quel silenzio – insegnano i Veda –
Dio è presente.

Con gratitudine eterna al mio Maestro spirituale, Sua Grazia Shriman Matsya Avatar Prabhu, e ai miei confratelli, con cui condivido, per misericordia di Guru e Krishna, questo cammino di servizio e realizzazione,

Barbara Frigerio (Bala Rādhya dāsī)

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