Skip to main content

Ente di Formazione Accreditato MIM ai sensi della direttiva 170/16

La raccolta delle olive

Il primo pensiero legato all’ulivo, mi riporta alla colomba bianca con il ramoscello di ulivo nel becco quando finirono i 40 gg. di diluvio universale sull’arca di Noè. Simbolo  da sempre di pace ci conduce e lega alla storia della cristianità.
Oggi troviamo storie antiche di ulivi in ogni dove. 
L’ultima narrata sulla pagina di un giornale di una Madonna, comparsa in un paese ad un contadino, che fece nascere un ramo di ulivo da un tronco secco di acero per rendere reale la sua presenza in quel luogo.

Se si va in un uliveto si osservano questi alberi dai tronchi contorti, a volte giganteschi, antichi, con legni rugosi che hanno sfumature dal  grigio al nero, solcati da anni e anni di vita, nello stesso tempo possenti e magnifici. Espandono i loro lunghi rami con le  foglie a volte penduli tutt’intorno dove ci si entra scostando le fronde che arrivano fino in terra e si arriva al centro dove troviamo il tronco legnoso come fosse un sacrario o un altare che espande le sue radici intorno nel terreno. 
Se si resta per un pò assorti in silenzio, ci si accorge di essere in uno stato di accoglienza ,circondati da un senso di protezione ombrosa sì, mi fa pensare: “qui sono al sicuro”. 

Se prendiamo qualche foglia è ovale verde e lucida la parte superiore; sotto di un grigio argenteo con i contorni leggermente curvi, che stropiciandola in mano emana un odore sottile.
Se prendiamo il frutto, l’oliva, ci ritroviamo con una drupa ovale che va dal verde chiaro quando è ancora acerba, e al viola, quando è ormai matura: dura se mordiamo la polpa che avvolge il nocciolo interno, amara e acre,  immangiabile così com'è.
L’ulivo ci dona questo frutto che matura in autunno, da cui si ricava un nutrimento essenziale: l’olio per l’alimentazione, un dono prezioso.
Quando è tempo, con i frutti ormai maturi, ci si ritrova per la raccolta delle olive stendendo ampi teli sotto gli alberi, contenti di dedicarsi a questo lavoro,- in spirito di offerta - che accomuna, raccogliere olive rende allegri, ci rende loquaci, con le mani fra i rami, si parla del tempo che passa imperterrito da non sprecare, di pensieri futuri che si vorrebbero realizzare, ramo per ramo si fa in modo che le olive si stacchino dal picciolo che con un tonfo cadono sui teli, prima quelle dei rami più bassi poi man mano in alto  aiutandosi con i “pettini,”bisogna scostare i vari rami, altrimenti le olive non si vedono, si confondono con il colore delle foglie.
Vediamo i rami carichi dei suoi bei frutti tondi a grappoli,- ogni albero una qualità di oliva,- che vengono staccati e ammonticchiati sui teli, separati poi dai rami e dalle foglie e, mentre i cesti si riempiono ci troviamo con le mani che odorano di olive.

Una volta spremute le olive, dopo essere state portate al frantoio, si ottiene un liquido oleoso e denso che  va da un colore verde chiaro, scuro o giallo-paglierino e un sapore aspro e pungente che si sposa bene cosparso sul  pane.
Si consumerà nel tempo a venire e ogni goccia sarà un tesoro, un ricordo delle ore trascorse insieme.
Andare a raccogliere olive - abbandonando il frutto delle azioni -  è un lavoro che crea vicinanza, ci trasmette energia, energia che sgorga da quei tronchi  da ciò che rappresentano; l’eternità, l’evolvere, il mutare continuo del tempo e della natura.

No comments

INFORMAZIONI DI CONTATTO

  • (+39) 0587 733730
  • (+39) 320 3264838

  • Via Manzoni 9A, Ponsacco (PI)

Copyright ©  Centro Studi Bhaktivedanta, tutti i diritti sono riservati. P.IVA 01636650507 C.F. 90021780508
Informativa su privacy e cookies.